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14 gennaio 2010 - 13:05

GME: in calo del 27% il prezzo dell’energia sulla Borsa elettrica nel 2009

Gestore del Mercato Elettrico - GME Gestore Mercato Elettrico

Roma, 14 gennaio 2010 – Nella Newsletter del Gestore dei Mercati Energetici – GME – di questo mese, vengono riportati ed analizzati i dati annuali sulle contrattazioni di mercato per l’anno 2009. Viene evidenziato, in particolare, che dei 313,4 TWh scambiati nel corso dell’ultimo anno, 213,0 TWh, che corrispondono al 68,0% del totale, sono transitati nella borsa dell’energia elettrica, registrando una flessione di un solo punto percentuale rispetto al 2008 della liquidità di Borsa. Tale riduzione non ha interessato le operazioni di acquisto/vendita nelle zone estere, che hanno determinato un aumento dell’import netto dell’82,0%. Nel 2009 è anche aumentato il numero degli operatori iscritti sulla borsa che si è attestato a 165.
Il prezzo medio annuo di acquisto (PUN) si è attestato a 63,72 €/MWh, in calo del 26,8% rispetto al 2008 e superiore solo a quello del 2005 (pari a 58,59 €/MWh). Tale forte riduzione oltre che alla contrazione della domanda è correlata all’andamento dei prezzi petroliferi. La quotazione del Brent su base annua nel 2009 si è attestata 61,90 $/bbl (-36% rispetto al 2008, che corrisponde ad un -32% al netto della variazione del tasso di cambio euro-dollaro), evidenziando nei mesi un trend di crescita costante che ha visto il valore passare dai 40 $/bbl di gennaio a 75 $/bll a dicembre.
Relativamente ai prezzi medi mensili di acquisto sulla borsa elettrica (PUN) si osserva una progressiva riduzione nei primi sei mesi dell’anno, con il passaggio da 83,45 €/MWh nel mese di gennaio a 51,82 €/MWh in quello di giugno – che corrisponde al valore medio mensile più basso del 2009 - , a cui segue una ripresa nei mesi estivi (luglio pari a 60,50 €/MWh, agosto pari a 71,07 €/MWh), ed una nuova flessione (novembre pari a 53,93 €/MWh).
Il dato tuttavia più significativo del 2009 è il calo dello “spark spread”, cioè del margine tra PUN e costo variabile di generazione di un nuovo entrante a ciclo combinato. Assumendo il costo variabile di generazione (ITEC ccgt 53%) pari a 48,31 €/MWh (-32% rispetto al 2008), lo spark spread si attesta a 15,41 €/MWh con un calo percentuale modesto (-4%), ma al valore minimo dal 2005 e al terzo ribasso consecutivo. “Questo dato – ha commentato Massimo Guarini, Amministratore Delegato del GME – evidenzia che la riduzione dei prezzi è stata maggiore di quella dei costi, segno dell’affermazione di una maggiore concorrenza e di una minore concentrazione del mercato, per effetto dell’incremento dell’offerta ed anche di un parco di generazione rinnovato e soprattutto più efficiente”.
A livello zonale anche nel 2009 si confermano i forti differenziali del prezzo di vendita tra le isole (80,01 €/MWh in Sardegna, 88,09 €/MWh in Sicilia) e il resto del continente (59-62 €/MWh) a causa dei limiti di interconnessione con il continente e della maggiore concentrazione dell’offerta interna. E’, invece, importante rilevare che la zona Sud, a seguito della ridefinizione delle zone operata dall’Autorità per l’energia elettrica ed il gas a partire dall’inizio dell’anno 2009 e della continua entrata in servizio di nuovi impianti di produzione, si qualifica per la prima volta quale zona caratterizzata dai prezzi di vendita più bassi del sistema, con un valore medio annuo pari a 59,49 €/MWh.
Il divario tra la borsa italiana (IPEX) e le altre borse europee si è attestato a +23,8 €/MWh, in crescita rispetto al 2008 (+3,4 €/MWh). La drastica contrazione della domanda, effetto della recessione economica, e la flessione dei costi variabili di generazione, effetto del ridimensionamento delle quotazioni dei combustibili, hanno portato nel 2009 ad un forte calo dei prezzi sulle altre borse europee, che registrano una contrazione compresa tra il 21% e il 43%, in particolare in Spagna e nell’Europa Centrale. Il differenziale tra il PUN ed il prezzo di acquisto delle altre borse europee ha contribuito ad un incremento delle importazioni (+5,6%), ed in particolare di quelle in borsa (+43,7%). Più elevata all’estero che in Italia, la riduzione della liquidità che risulta generalizzata su tutti i mercati europei (valori compresi tra -4% e -9%), con la sola eccezione della borsa elettrica francese (Powernext), che si rafforza del 2%. Confermato il ranking delle borse relativamente ai quantitativi scambiati con il secondo posto dell’Ipex (213 TWh) dopo Nordpool (286,4 TWh).
Considerando le diverse tecnologie di produzione di energia elettrica, si osserva che la riduzione della domanda, in un contesto caratterizzato da un forte aumento delle vendite da impianti a fonti rinnovabili, che rappresentano il 19,8%, è stata assorbita da un calo delle vendite da impianti a ciclo combinato (-12,1%) e da impianti di pompaggio (-16,0%), che rappresentano rispettivamente il 48,7% e il 2,1% del totale. “L’andamento delle vendite sulla borsa elettrica nel 2009 – ha detto Guarini – conferma le prime stime anticipate nei giorni scorsi dal Ministero dello Sviluppo Economico di aumento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel 2009, a dimostrazione di una politica energetica volta allo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia, anche nel rispetto delle indicazioni dell’Unione Europea”.
Nel 2009 i mercati ambientali gestiti dal GME hanno visto una crescita del numero dei Certificati Verdi scambiati, che complessivamente ha raggiunto i 27.618.968, con un prezzo medio ponderato al netto dell’IVA pari a 87,99 Euro. In crescita anche i Titoli di Efficienza Energetica scambiati, pari complessivamente a 2.335.314, dei quali 973.250 scambiati nelle 47 sessioni di Mercato organizzate dal GME, evidenziando una discreta liquidità del mercato, con un prezzo compreso tra i 75 e gli 85 Euro.
“L’anno che si è concluso – ha commentato Guarini – ha visto il nostro costante lavoro nel rispettare gli impegni per l’evoluzione e la riforma della borsa elettrica. Dopo aver dato attuazione agli obblighi del Decreto Ministeriale del 29 aprile 2009 in materia di trasparenza dei dati sulle offerte nei mercati dell’energia, in autunno abbiamo introdotto il Mercato Infragiornaliero (MI) in luogo del Mercato di Aggiustamento (MA), con una frequenza di negoziazione prossima alla continua. Non di minore importanza gli interventi finalizzati all’evoluzione e allo sviluppo del Mercato a Termine (MTE) che hanno visto da un lato l’introduzione di nuove tipologie contrattuali con una durata temporale più ampia e dall’altro l’adeguamento del relativo sistema di garanzie. E’ quindi avvenuta l’integrazione funzionale tra il mercato a termine fisico dell’energia (MTE) e il mercato dei derivati (IDEX) gestito da Borsa italiana. Il 2010 si è quindi avviato con il recepimento delle proposte di Terna relative al mercato del dispacciamento (MSD), che sono già operative. Le attività che ci attendono ora, con in primis la realizzazione della Borsa del gas, sono altrettanto sfidanti e richiedono il nostro massimo impegno per continuare a svolgere il ruolo che la legge ci ha affidato, con la volontà di contribuire in maniera fattiva allo sviluppo di un mercato dell’energia di cui possano beneficiare tutti i consumatori. La nostra attenzione sarà anche rivolta ai mercati ambientali e ai progetti di integrazione del mercato interno con quelli esteri attraverso iniziative di market coupling”.


Gestore dei Mercati Energetici S.p.A.
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